giovedì 24 ottobre 2013

LA DIETA ALCALINA E' UNA BUFALA

Si sta diffondendo e guai a parlarne male: la “dieta alcalina” sta monopolizzando le discussioni delle signore durante i giri di gin rummy. Si tratta di un regime alimentare secondo cui bisognerebbe mangiare cibi in grado di evitare l’ “acidizzazione” del sangue, mantenendo elevato il livello del Ph. L’acidizzazione sarebbe responsabile di varie malattie – tra cui la triade artrite, diabete e cancro. Riportano alcuni post su Facebook, a nome di tale “Dr” Robert O. Young, che l’invecchiamento potrebbe essere nient’altro che “un’acidizzazione del corpo”. E la teoria viene propinata da neo-santoni di varia estrazione, menti rapide a cogliere la direzione dei venti, e a far salire aquiloni di liste con cibi “basici” e “acidi”, e inviti a diffidare dell’ “industria alimentare” e della “scienza ufficiale”. Perché, affinché dall’aquilone cadano denari, i signori devono fare in modo che della “scienza ufficiale” non ci si fidi.


Eppure, il creatore del tutto – il tale Robert O. Young – ha dato il massimo per cercare di avere un riconoscimento dalla “scienza ufficiale” che ora tanto viene ignorata. Riporta Wikipedia – e quindi riportiamo l’informazione con tutte le cautele del caso – che Young avrebbe ottenuto una laurea in “biologia e business” nei primi anni Settanta presso l’Università dello Utah, grazie a una borsa di studio tennistica. Lo stesso Young riporta poi di aver ottenuto il resto dei diplomi – master e Ph.D. presso il “Clayton College of Natural Health”, una scuola online che non è mai stata riconosciuta né in Usa, ne è all’estero, chiusa nel 2010 e sotto processo per truffa (non ha rimborsato gli studenti che avevano pagato i corsi on-line interrotti).
Si potrebbe pensare che la preparazione sia una credenziale necessaria per valutare l’affidabilità scientifica di un dietologo, ma in Italia spesso non è così. Si vede già la “dieta alcalina” prendere la traiettoria delle teorie anti-cancro propinate da professori in lettere et similia. Perché gli adepti ne parlano già con tono da religione. È comprensibile: in fondo, c’è bisogno di credere. Al posto di una realtà dura e complessa – il cancro colpisce tutti e spesso ingiustamente, e poi sì, tutti invecchiano e muoiono – ci si affida alle idee strampalate di Robert O. Young.

In fondo, poi, la dieta alcalina non fa male. S’invita a mangiare più verdura e frutta, anche se non tutta: evitate per carità l’aranciata e le banane, ma solo quelle verdi (quelle mature vanno bene). Limitate la carne, i lamponi e il melograno. Se proprio siete dei fanatici, Robert O. Young sul suo sito vende anche un dispositivo per alcalinizzare l’acqua (654 dollari – niente in confronto a quanto costerebbe una cura oncologica), oltre a integratori di “basic greens” e di arginina (ignoriamo qui che l’arginina si vende in Italia da decenni, ma tant’è). Se ancora non siete convinti, date allora un’occhiata a tutte le persone che stanno facendo la dieta: secondo il mail tra le fedeli si contano Victoria Beckham, Gwyneth Paltrow, Kirsten Dunst, Jennifer Aniston.
Basterà poi ignorare altre cose. Per esempio che sì, è vero che i cancri si sviluppano in ambienti “acidi”, ma che l’acidità è causata dal cancro stesso. Che poi qualsiasi cibo quando raggiunge lo stomaco è immerso in un ambiente notoriamente acido, e che si trasforma e tutto il ragionamento di Robert O. Young salta. Che il corpo regola automaticamente l’acidità e che variare il Ph è un’illusione; e che se ci si riesce – ingurgitando per esempio bicchierate di bicarbonato di sodio – l’effetto è transitorio e minimo (se mai). Ed è bene che sia così, perché altrimenti moriremmo. 

Perché a una conferenza in cui si parlava di tutt’altro una ragazza mi ha detto «se il Ph scende sotto a 5 stai malissimo», mentre un astante annuiva. Il ph normale del sangue è 7,4 e variazioni minime (di 0,1, per esempio) sono possibili per pochi minuti senza danni, prima che tutto si regoli nuovamente (e l’alimentazione c’entra assai poco). Il problema è che – con buona pace della ragazza – se il Ph scende sotto 6,8 o sopra 7,8 c’è la morte – e le variazioni dipendono da qualche infezione, malattia o danno a qualche organo, non dalla povera aranciata.

Eppure, c’è chi ci crede. In Italia è sbarcato un nuovo libro sul “miracolo” (sic) del Ph Alcalino. La casa editrice è la stessa che ha pubblicato altri capolavori quali “Lasciati guidare dai numeri – La scienza spirituale della numerologia”, “Karma e reincarnazione” e il supremo “Tu sei Dio – Prendine atto!”. E mentre la ragazza parlava, l’astante l’ha interrotta per parlare del fungo “ganoderma lucidum”, che cresce su un albero ogni 10.000 in Giappone, ma che rende pressoché immortali. E che adesso lo mettono nel caffè, e lo fa un’azienda americana che fattura 80 milioni di dollari grazie al “multilevel marketing”. È lo steso sistema del tubo Tucker. Funghi e diete alcalinizzanti: se ci credete, andate e fate. Ma non vi lamentate se non ci credono tutti, per cortesia. E via al prossimo giro di Gin Rummy.

Twitter: @RadioBerlino

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